Tra Religione e Folklore: Il fenomeno dei fujenti della Madonna dell’Arco

In uno dei comuni  più antichi e popolosi di Napoli, Afragola, ti ritrovi a passeggiare intercettando la cultura, il folklore e la natura del nostro popolo. Occhi che ti guardano e ti trasmettono una storia antica, la nostra, che spesso crediamo dimenticata, forse perché osteggiata da qualche commentatore radical-chic, e corrosa, come un fenotipo di un aforisma sociale perso nei meandri della cyber culture, dove i giovani dimenticano le proprie radici per l’istantaneità del momento.

 

Come si fa, quindi, a trasmettere, ai più giovani, il patrimonio culturale di un territorioi, come quello napoletano la , che, oltre ai problemi tipici di un complesso strutturale cittadino, di questo tipo, vive una serie di problematiche ancor più dure?

Ecco, questa è la storia dell’associazionismo della Madonna dell’Arco, dei suoi devoti, i fujenti,  una storia antichissima e una passione, mista a devozione, che parte da lontano.

L’associazione della Madonna nasce dalla devozione e dall’idea di devoti che da un intera provincia e oltre , dove abitavano, si recavano in pellegrinaggio al Santuario di Sant’Anastasia.

Come nasce il culto della Madonna dell’Arco? “A metà, circa, del XV secolo, vi era un’edicola che raffigurava la Madonna con Gesù Bambino, dove oggi sorge il santuario, in una frazione di Sant’Anastasia, tante famiglie si raccoglievano per la, cosiddetta, “gita fuori porta”, durante il lunedì seguente la domenica di Pasqua, giocando all’aperto e trascorrendo la giornata tra degustazioni a sacco e conviviali chiacchierate. Mentre dei giovani giocavano a bocce, uno di loro, preso dalla rabbia per la sconfitta, scaglia con violenza la palla contro l’effige sacra, danneggiandola. La statua quasi istantaneamente comincia a sanguinare e così un nobile, che assiste alla scena, lo fa impiccare all’albero più vicino. Tra lo stupore di tutti l’albero, cui il giovane era stato appeso, immediatamente, appassisce. Da lì nasce il culto della Madonna dell’Arco. Nella costruzione del Santuario, inoltre, edificato in una zona vicina ad un acquedotto, si distacca una pietra dietro l’edicola, originaria, dell’effige della Madonna, che impediva la sua allocazione nella struttura, facendo gridare, di nuovo, al miracolo. Questa pietra è ancora conservata nel Santuario.”facendo gridare, di nuovo, al miracolo. Questa pietra è ancora conservata nel Santuario.”
Questo, in breve, il racconto di un emozionato devoto fuiente.

La passione e la dedizione verso la Madonna dell’Arco ha seguito anche in altre città della penisola e continenti: da New York a Torino, da Varese sino in Australia, dove è stata eretta una chiesa per il rituale del lunedi Santo, gli emigranti napoletani hanno portato e trasmesso, nei loro nuovi territori, la cultura, la fede ed il folklore, le proprie origini e la propria identità.

L’Associazione , specificano gli associati, accetta solo offerte libere e spontanee, anche se altre hanno dei veri e propri tariffari, d’altronde come accade anche in diverse chiese. Nonostante le spese annue ammontino a circa un paio di migliaio d’euro, tra fitto della sede, costruzioni del carro, abiti etc., la quota sociale è di 30euro; per cui quando con le offerte dei fedeli non si riescono a pagare le spese, si chiede, a chi può, una quota aggiuntiva.
Tutti i sacrifici, economici e fisici, riempiono il cuore di queste persone che, tra lavori umili ed una vita dura, trovano il tempo e la passione per riunirsi, aver fede e trasmettere cultura ed identità alle nuove generazioni

La tradizionale divisa dei Fujenti è composta da una camicia o maglietta bianca, simbolo di purezza, una fascia azzurra  con l’immagine della Madonna Dell’Arco e una fascia rossa in vita  che simboleggerebbe il miracolo del sangue. Nel corso degli ultimi anni però anche la divisa ha subito diversi cambiamenti. Spesso le Associazioni  per contraddistinguersi utilizzano foulard di diversi colori, dove vi è scritto il nome stesso dell’associazione, posto affianco all’immagine sacra.

Anche la  maglietta ha diverso colore in base alla sede, ma nella maggior parte dei casi, vengono utilizzate semplici magliette bianche. Su ogni maglietta è presente nel lato frontale l’Immagine della Vergine S.S. Dell’Arco con il nome e l’indirizzo dell’associa-zione.

I fujenti sono detti anche “Battenti”  per il continuo  battere  i piedi a terra in modo ritmato e cadenzato.

La tradizionale divisa dei Fujenti è composta da una camicia o maglietta bianca, simbolo di purezza, una fascia azzurra  con l’immagine della Madonna Dell’Arco e una fascia rossa in vita  che simboleggerebbe il miracolo del sangue. Nel corso degli ultimi anni però anche la divisa ha subito diversi cambiamenti. Spesso le Associazioni  per contraddistinguersi utilizzano foulard di diversi colori, dove vi è scritto il nome stesso dell’associazione, posto affianco all’immagine sacra.

Anche la  maglietta ha diverso colore in base alla sede, ma nella maggior parte dei casi, vengono utilizzate semplici magliette bianche. Su ogni maglietta è presente nel lato frontale l’Immagine della Vergine S.S. Dell’Arco con il nome e l’indirizzo dell’associazione.

I fujenti sono detti anche “Battenti”  per il continuo  battere  i piedi a terra in modo ritmato e cadenzato.

di Gennaro Napoletano

 

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