Mastella a cinque stelle

 

di Angelo Vaccariello

Questa volta è sceso tra la gente, ha girato casa per casa, ha chiamato amici, conoscenti. Non ha lasciato nulla di intentato e la “sua” città lo ha premiato. Clemente Mastella è sindaco di Benevento e nel periodo della rottamazione, dei grillini, del cambiamento, della rivoluzione gentile un vecchio democristiano si impone in una delle più antiche città del Mezzogiorno

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Clemente Mastella

Mastella da Ceppaloni è un “animale politico” di quelli vecchio stampo: chiama tutti i suoi elettori per nome, quasi di ognuno conosce la biografia. E’ uno di quelli che parla con tutti, ascolta, vede cosa può fare, si muove. Non è ipocrita: in passato è stato il primo difensore della raccomandazione. Come l’araba fenice, risorge dalle sue ceneri.

Lo “parcheggiano” alle elezioni politiche (quelle del pareggio di Bersani con Forza Italia) e lui aspetta, si prende la candidatura alle europee e ottiene un plebiscito. Non pago, decide di partire dalla base, dalle amministrative dove si misura sul serio il consenso di un uomo. Molti analisti, all’annuncio della sua candidatura a sindaco del capoluogo sannita, si sono fatti una grassa risata: è un politico finito.

Il 62 per cento delle preferenze al ballottaggio sono stato un pernacchio grosso a tutti gli “esperti” che mai si mettono alla prova. La vittoria di Clemente, però, è ancora più epica perché avviene nel feudo del potentissimo Umberto Del Basso De Caro, sottosegretario alle infrastrutture del Governo Renzi. De Caro appoggiava il candidato del Pd, Del Vecchio, distrutto dal “mastellone” nazionale.

big-mastella-sindaco-810769All’inizio della campagna elettorale qualcuno aveva ipotizzato un “contratto da gentiluomini”, cioè una campagna elettorale non violenta tra i due. E’ finita a colpi di querele e citazioni in Tribunale. Clemente da Ceppaloni, come un paziente monaco della carità, ha girato, ascoltato e soprattutto intercettato il voto di protesta dei beneventani che non ne hanno potuto più del Pd.

Esatto. In Italia la protesta è rappresentata dai Cinque Stelle che nella ex città pontificia raccolgono uno striminzito 10 per cento mentre l’ex ministro della Giustizia incarna la sete di riscatto. Cioè un uomo in politica da 40 anni, un vecchio democristiano che resiste come l’ultimo dei giapponesi in una isola del Pacifico.

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Mastella e De Mita

La cosa divertente è un’altra: Clemente governerà con un altro “tirannosauro” della politica, Ciriaco De Mita. De Mita da Nusco, infatti, ha eletto un bel gruzzolo di consiglieri comunali a Benevento. E la Democrazia Cristiana rinasce proprio nella città che ebbe il primo sindaco “nero” dopo tangentopoli (Pasquale Viespoli), che fu laboratorio di innovazione.

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De Magistris e Mastella, i sindaci Why Not

E oggi l’innovazione politica  passa da Ceppaloni e Nusco, le fortezze infinite di una scuola di democristiani immortali.

Incroci del destino. Come la singolare particolarità dei due grandi nemici di nove anni fa, Luigi De Magistris e Clemente Mastella, accusatore ed accusato (inchiesta Why Not, ipotesi di reato abuso d’ufficio, tutto finito in una bolla di sapone) si ritrovano sindaci nella stessa tornata elettorale, uno di Napoli e l’altro di Benevento. Ed entrambi con percentuali sontuose,  sfiorato quasi il 70 per cento delle preferenze. Anche questa è Italia.

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