La festa di S.Marco in Afragola; una storia antica che si ripete ancora.

 

di Gennaro Napoletano

Anche quest’anno ritorna la ricorrenza di S. Marco in Afragola, una festa antichissima legata alla stessa fondazione di Afragola, certamente quando rappresentava uno dei tanti casali, o meglio ancora sedili, di Napoli, ricordiamo che a pochi metri, nella chiesa di S. Maria il Salice, oggi un piccolo arco in pietra nel vicino comune di Casalnuovo, nel .1265, come riporta Matteo Spinelli nei suoi Annali, il re di Napoli Carlo I d’Angiò partì il 24 febbraio da Benevento e nei pressi di questa cappella ricevette le chiavi del Regno dal popolo e dalla nobiltà di Napoli, ma questa è tutta un’altra storia.

Molto più antica è l’attuale chiesa di S.Marco in Silvis rimasta nel nostro territorio comunale, forse i resti antichi romani di un tempio a Giunone, ancora prima alla dea opicia della terra La mater matuda, è proprio sui resti di una colonna si sia seduto a pregare S. Marco, prima, in direzione di Roma, e di S.Gennaro. dopo, in direzione di Pozzuoli proveniente da Benevento in soccorso di Procolo prima del suo martirio.

Da fonti documentate la chiesa di S. Marco in Sylvis di Afragola è datata 10 Aprile 1179, forse ancora prima visto i tanti riferimenti storici documentati.Il frate domenicano afragolese Domenico Stelleopardis , vissuto tra la prima metà de XIV secolo e morto all’inizio del secolo successivo, in un suo trattato datato 1390 e pubblicato solo nel 1581 fa riferimento specifico a questa chiesa attribuendo la sua fondazione a   re Guglielmo il buono che promosse i lavori  per dotare di una chiesa al quartiere Casavico abitato dalle famiglie dei veterani che avevano combattuto con Ruggiero il Normanno per la conquista del mezzogiorno d’Italia.

La nostra fonte specifica che essi si insediarono in un luogo di fede dove esisteva già una  cappella dove erano presenti  i resti o le sepolture di alcuni martiri cristiani di provenienza nolana. A questa si aggiunge quella della “PIETRA DI S.MARCO”; un grosso blocco calcareo, probabile resto di una colonna di un tempio romano, dove la nostra tradizione vuole che si fosse seduto lo stesso S. Marco evangelista prima di giungere a Roma, seguito da S. Gennaro nel corso del suo trasferimento da Benevento a Pozzuoli nel IV Secolo, pochi giorni prima del suo martirio.

 

Oggi questa festa ha perso molto del suo “fascino” , addirittura si narra che tutte le altre parrocchie vicine facevano solenne processione nel giorno dedicato al copto evangelista, la penna del fondatore della Chiesa Cattolica Romana S. Pietro, Le cause sono da ricercare nei vari momenti storici del casale delle fragole ed altri carismi succeduti.

Per concludere questo nostro flash storico la chiesa di S. Marco in Afragola risulterebbe ab antiquo una chiesa che ebbe origine nello stesso periodo in cui si sviluppo il casale delle fragole in un luogo dove erano presenti i resti dell’antica foresta di Napoli. Lo storico Jazzetta riferisce che nei resti dell’attuale piazza Castello di Afragola  vi era un’iscrizione del 1726 in cui si parla della regina Giovanna II che era solito frequentare per diletto il bosco di San Marco, località conosciuta anche per la presenza di un arco, detto di San Marco, che secondo la tradizione, era adiacente proprio al villaggio di Casavico. La chiesa di S.Marco cade in abbandono già intorno al XVII secolo, quando l’interesse per il culto al santo evangelista si spostò verso quello di S. Antonio di Padova a partire dal 1633. Per rinnovare il culto dovette intervenire il cardinale Spinelli nel 1742. Nel 1868 fu ristrutturato buona parte dell’edificio, fù aperto il finestrone abdsidale e fu costruito il nuovo piano pavimentale, innanzandolo  di quasi mezzo metro. La storia e le origini di S.Marco in Sylvis sono antichissime che qualcuno parla di basilica romanica normanna antica citata anche nel primo giubileo della cristianità. Attualmente una comunità di fedeli e appassionati dedica molto a questo tempio cristiano che racchiude fede e amore per le proprie origini antiche. Molto si sta facendo affinchè  Casavico si riconosca in una storia di millenaria cultura e tradizione con la sua basilica di S.Marco in Sylvis. Persone come Antonio Barisciano, Gennaro Fico, continuano con il loro grande impegno e attaccamento  a tenere vivo tutto questo, una tradizione che non è solo una frivolezza popolana come la “voccola dei pulicini” ma tanta  cultura, fede e arte.

Alla S.Messa solenne di stamattina dopo l’arrivo delle immagini dei Santi Marco ed Espedito, acclamati dai fedeli del borgo antico afragolese, hanno presenziato: Il decano dei sacerdoti napoletani don Raffaele Tuccillo, storico e conoscitore della nostra cultura, don Carmine Basile, il diacono Antonio Barisciano, il parroco di S. Marco Don Peppino Delle Cave, che come da sempre, ha reillustrato in un breve flash storico la storia della festa e della stessa Parrocchia. Tante le bancarelle presenti fuori, con molto rammarico non sono riuscito a ritrovare quella della “Mela Zuccherata” che mi avrebbe riportato alla mia fanciullezza.

Gennaro Napoletano (Web Editor gazzettinonapoletano)

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