S. GENNARO il Santo dei Giovani, ore 10,06 si rinnova il miracolo del suo Sangue

di Gennaro Napoletano

Si è ripetuto il Miracolo della lquificazione del sangue del Martire di Pozzuoli, Vescovo di Benevento, Patrrono di Napoli, della Campania, di New York.

Il miracolo era praticamente già avvenuto, il Cardinale Crescenzio Sepe Metropolita della Chiesa di Napoli non ha esitato: IL MIRACOLO E’ Avvenuto, dalla sua omelia: “S. Gennaro Ama Napoli e la guarda con uno sguardo profondo non è indifferente alle sue tante criticità, I giovani sono la speranza di Napoli senza di loro è come colpire una pianta dalle radici, il dramma sociale e umano dell’emigrazione di tanti giovani non è più possibile, non guardare, mettere le pietre di una nuova Napoli con i Giovani, Nunzio Supplizio vissuto a napoli presto Santo, un giovane abbruzzese vissuto nella solidarietà per Napoli, Napoli non è una favola , Napoli è bellezza e verità” A MARONNA VA ACCUMPAGN.”

Un piccolo Affaticamento, dopo la distribubione dell’Eucaristia ha condizionato Il Cardinale,  il suo  Vescovo ausiliare di Napoli mons. Lucio Lemmo HA MOSTRATO IL MIRACOLO ALL’ESTERNO DEL DUOMO , FACCIAMO GLI AUGURI DI BUONA RIPRESA AL NOSTRO CARDINALE. AMARONN LA ACCUNPAGN

S.Gennaro è uno dei santi dell’antichità più venerati dai fedeli grazie anche al misterioso prodigio della liquefazione del suo sangue. Amatissimo a Napoli, città di cui è patrono con Afragola e New York, ha il bastone pastorale e la palma come attributi iconografici, simboli del martirio. Quest’ultima vicenda si inserisce nel quadro delle persecuzioni anti cristiane di Diocleziano. Gennaro conosceva il diacono Sosso, che guidava la comunità cristiana di Miseno e che fu incarcerato dal giudice Dragonio, proconsole della Campania. Saputo dell’arresto di Sosso, si recò insieme a Festo e Desiderio a portargli il suo conforto in carcere. Informato della sua intromissione, Dragonio fece arrestare anche loro tre, provocando le proteste del diacono di Pozzuoli e di due fedeli della stessa città, Eutiche ed Acuzio. Anche questi tre furono arrestati e condannati insieme agli altri a morire nell’anfiteatro per essere sbranati dagli orsi. Durante i preparativi il proconsole si accorse che il popolo dimostrava simpatia verso i prigionieri, quindi decise di farli decapitare.

L’ORIGINE DEL NOME

Oggi tutta Napoli attende il miracolo del sangue del Santo patrono della città partenopea: San Gennaro è amato e venerato come il più grande testimone cristiano in Campania, complice anche il miracolo che ogni anno accade della liquefazione del sangue, un momento di forte spiritualità e di misteriosa origine soprannaturale studiata ormai da decenni senza una vera risposta scientifica. Ma oltre al miracolo del Sangue – segui qui tutte le ultime notizie e novità sul miracolo della liquefazione – un elemento interessante da scoprire su San Gennaro è l’origine stessa del suo nome, tra l’altro uno dei più utilizzati a Napoli e in Campania per cui oggi rappresenta anche la festa di onomastico per tantissimi cittadini fedeli partenopei: «risale al latino “Ianuarius” derivato da “Ianus”’ (Giano) il dio bifronte delle chiavi del cielo, dell’inizio dell’anno e del passaggio delle porte e delle case», spiega Famiglia Cristiana, sottolineando come il nome era proprio attribuito inizialmente ai bambini nati nel mese di gennaio. La curiosità però, a livello storico, riguarda il fatto che Gennaro appartenne alla gens Ianuaria, «perché Ianuarius che significa “consacrato al dio Ianus” non era il suo nome, che non ci è pervenuto, ma il gentilizio corrispondente al nostro cognome»

 

LA BIOGRAFIA DEL SANTO

San Gennaro nasce nella città di Benevento nel 272 dopo Cristo e i familiari del giovane sono tutti dei cristiani e allora quest’ultimo sceglie di diventare fin da ragazzo un seguace di Dio. San Gennaro diventa quindi prima sacerdote e poi vescovo della città di Benevento. Dopo la sua elezione, il futuro Santo decide di recarsi a Pozzuoli, per incontrare la comunità di cristiani di questa città e ad accompagnare il vescovo ci sono il lettore Desiderio e il diacono Festo. Al gruppo si deve unire anche il diacono di Miseno Sossio, che è pure un grande amico di Gennaro. L’uomo però è stato arrestato dal governatore campano Dragonzio, proprio per la sua fede in Gesù. Il vescovo di Benevento, insieme con Festo e Desiderio, decide allora di andare a trovare in carcere Sossio. Successivamente i tre si presentano dinanzi a Dragonzio, per chiedere la liberazione del diacono di Miseno. Nel corso di quest’incontro, il governatore della Campania viene a sapere che san Gennaro, Festo e Desiderio sono quindi amici di Sossio e che sono cristiani e a causa di ciò, il governatore condanna i quattro a morte. Questi ultimi vengono dunque condotti in un’arena per essere sbranati dalle belve e i leoni, però, benchè affamati, non uccidono i prigionieri, anzi si prostrano al loro cospetto in segno di rispetto. Dragonzio allora fa decapitare san Gennaro e i suoi amici. Il vescovo di Benevento muore a Pozzuoli nel 305 e, anni dopo la sua scomparsa, costui è stato nominato Santo. La sua festa si celebra annualmente il 19 Settembre.

di Gennaro Napoletano

 

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