Afragola- Il quartiere S.Maria e il suo Natale

Di Gennaro Napoletano

Siamo ad Afragola  a 10 chilometri da Napoli in un quartiere dove la storia si è fermata, il bellissimo complesso monumentale che lo domina ci dice che qui si è fatta la storia di questo popolo, potremmo sicuramente definirlo il primo casale delle fragole quando Afragola era solo citata nei documenti antichi come un insieme di casali contadini poco uniti tra loro ma nello stesso tempo ricchi di vita e attività commerciali che era fondamentali per la stessa Capitale di allora “Napoli”. E’ a pochi passi da quel casale di casuobbico presso S.Maria il salice, oggi Casalnuovo, nasce ilregno di Napoli.

La Chiesa di S,Maria contitolata ai Ajello per la loro donazione del terreno dove fu edificata, fu voluta dalla regina Giovanna D’angio che fece costruire la parte più antica del complesso monumentale, la cappella di S. Giuseppe, una perla nella perla nella splendida chiesa dedicata a Maria Assunta in cielo. Non basterebbe un articolo per descrivere tanta grazia e bellezza culturale che esprime questo sito architettonico di inestimabile valore storico culturale non solo per Afragola ma per tutto quello che una volta era il Regno di Napoli.

Oggi, tutto questo è solo una cornice di un quadro prezioso lasciato solo nel buio di un deposito. Tanti solo le “criticità” di questo quartiere che dista 150 metri dal palazzo comunale, qui la cronaca si e fermata agli omicidi del “UASOLO BIANCO” declassato a punto di locazione dei tanti morti di faida avvenuti negli anni 60/70, qui tutto si è fermato, una delocalizzazione dei suoi abitanti motivato da una politica del territorio sbagliata ha lasciato “miezz santMaria” in una desolazione sociale unica dove i pochi afragolesi residenti sono lasciati soli con la loro rabbia.

Oggi tutto questo, grazie ad una voglia di rinascita di questa Gente è messo in evidenza con tante iniziative che vogliono portare a conosce di tutti questo disagio.

Come inpassato anche oggi la locale parrocchia è sempre stata motore promotore nonsolo in termini pastorale ma anche culturali e sociali; l’abbattimento dellorrenda barriera in ferro, una volta anche uncinata, ha smosso i cuori e lamente di questi afragolesi che lo hanno percepito come un segnale di aperturadella parrocchia con i suoi parrocchiani, non voglio  commentare la strategia passata dellagestione della parrocchia, da sempre nel mirino di interessi economici e altricome le sue proprietà di trreni, c’è di fatto che non si riesce ad avere unparroco definitivo per questa che è la prima parrocchia di Afragola, l’arcidiocesidi Napoli alla quale Afragola fa parte ha nominato i Padri dei Sacri Cuori comegestori, non si sa se a titolo definitivo, come custodi e amministratori. L’evidenzaci dice che la parrocchia si è aperta alla sua gente ripudiando il senso di chiusura e di “giudaismo” che vi era.

Una bellissima manifestazione musicale di canti folkloristici ha concretizzato questo desiderio; la bellissima chiesa basilicale a tre macro navate ha accolto la voce di un suo figlio naturale Peppe De luca, nat crisciut e pasciut miezz santa maria, in un suo concerto che lo ha visto stella di quella sera, anche i suoi ospiti, il soprano Angela Rosa Fico, Lo scultore, l’erede artistico di Angelo Mozzillo nato a pochi passi, Domenico Sepe, la simpatia e la bravura di Giuseppe Perone, poeta, dove si è espresso  con la sua lirica a “tuaglia”.

Il tutto voluto da Questo Sindaco ex presidente della locale Proloco, Claudio Grillo che vuole fare della storia culturale di Afragola un riferimento importante per l’intera riqualificazione di un territorio come il nostro centro della nascente città metropolitana di Napoli. Infatti a pochi centinaia di metri la grandiosa stazione ferroviaria di  Zaha Hadid, una bellezza con la bellezza, provate a guardare dall’ autostrada il fondesi insieme dello stupendo campanile con l’icona dell’Assunta e la struttura esterna della stazione illuninata di sera.

Gennaro Napoletano

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