VIA ANTICAGLIA – il teatro romano di Neapolis; nel cuore del centro storico

sorge nel cuore del centro storico di Napoli presso il decumano superiore,tra via Anticaglia, via San Paolo ai Tribunali e vico Giganti,un teatro romano inglobato nell’arredo urbano

Sconosciuto agli stessi napoletani, figurarsi ai turisti, questo teatro sorge nel cuore del centro storico custodito all’interno di un edificio residenziale e invisibile dalla strada. Spesso il centro storico della città di Napoli riconosciuto “Patrimonio dell’Unesco” rivela tra le sue viuzze che s’intersecano, tesori millenari. Sorge nel luogo, dove era preesistente un edificio greco del IV secolo a.C. mentre il teatro è riconducibile secondo l’aspetto odierno tra la fine del I e gli inizi del II secolo d.C. periodo in cui fu ricostruito di sana pianta ed era una delle glorie di Neapolis.

E dai vicoli dell'Anticaglia emerse il teatro di Nerone

Poco distante dall’Odeon, costituiva insieme a quest’ultimo l’area sacra del Foro. Dalla metà del V secolo d. C. è dimenticato e tra il XV e il XVII secolo, il teatro è soverchiato dalle costruzioni di edifici sorti sulla cavea. Infatti, durante la dominazione spagnola per fronteggiare l’aumento della popolazione fu permesso di costruire ovunque. Ne conseguì che gli ambienti interni aperti da vico Cinquesanti dai Padri Teatini furono adibiti a stalle, cantine, depositi e botteghe. Questo stato di fatto perdurò a lungo fin quando nel XIX secolo le abitazioni furono abbandonate, e i loro cunicoli con la loro storia dimenticati.

In seguito a rinvenimenti fortuiti avvenuti, ci fu un primo piano di recupero nel 1939, ma sarà solo dal 1997 che il teatro tornerà alla luce in parte. Nel 2003 con l’intervento del Comune di Napoli durato fino al 2007 è emersa la parte ovest della media cavea dal giardino interno ed è visitabile eccezionalmente da un’antica bottega di via san Paolo, sita nel cortile di un palazzo di origini quattrocentesche. Mentre l’accesso alla parte del teatro visitabile normalmente è da un vascio (basso) di vico Cinquesanti. Sarete sorpresi quando arriverete nel basso del signor Vittorio  dove un letto speciale nasconde una botola di transito ai resti degli ambienti sotterranei del teatro romano – adibiti dal proprietario a cantina – ma in realtà erano corridoi di sottoscena . Proseguendo si trova un’arcata corrispondente all’ingresso del teatro, utilizzata fino a non molto tempo fa a garage per motorini. L’ultima tappa del teatro si svolge nel sottosuolo di Napoli, mentre altri frammenti sono visibili lungo i decumani. Il teatro è stato aperto dal 2009 al pubblico con visite guidate organizzate dal Comune di Napoli e dalla Sovraintendenza Archeologica Speciale di Napoli e Pompei, ciò nonostante pochissimi lo conoscono o sono riusciti a entrare al suo interno. Dispiace che ci sono tantissime abitazioni che celano segreti come il teatro romano di Anticaglia. Il centro storico di Napoli ha 27 secoli di storia su una superficie di 1700 ettari, è il più grande d’Europa e tanti tesori forse non vedranno mai la luce.

“Il Comune ha già acquisito piano terra e primo piano dell’edificio di fronte alla media cavea”, spiega Roberto Einaudi, autore del progetto di restauro e di valorizzazione con la supervisione della soprintendenza. L’idea è forare la parte bassa dell’edificio, che resterà comunque abitato ai piani superiori, perché si crei una visione dell’antico attraverso le opere dei secoli successivi. Una stratificazione che si è voluta rispettare nell’intero recupero del monumento. La cavea, che superava vico Cinque Santi e arrivava fin nel vico Giganti, all’uscita del percorso di “Napoli sotterranea”, misurando oltre cento metri di semicirconferenza, le sedute ricoperte di marmo originario quasi tutte intatte, sono venute alla luce dopo lo scavo di un giardino avvenuto nel 2007. Nel terrapieno scenograficamente collocato tra i palazzi i saggi furono eseguiti già nell’800. Al momento della rimozione della terra per scoprire le gradinate, alcuni abitanti si erano opposti

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